MTHFR è l’acronimo per “metilenetetraidrofolato reduttasi”, un enzima fondamentale per il metabolismo dell’omocisteina1, aminoacido che, in condizioni normali, viene convertito in metionina tramite il ciclo del folato. Ricerche scientifiche2 hanno evidenziato che alterazioni nell’efficienza dell’enzima MTHFR, come quelle causate da alcuni polimorfismi di natura genetica, possono far aumentare livelli di omocisteina nel sangue. L’omocisteina alta è un noto fattore di rischio di complicazioni di carattere cardiovascolare e neurologico. L’identificazione tempestiva di queste variazioni genetiche e l’adozione di strategie nutrizionali mirate, come l’integrazione con folati bioattivi e vitamina B12, possono contribuire alla gestione del rischio e alla prevenzione delle complicanze associate all’omocisteina alta.
Omocisteina alta cause: la mutazione MTHFR
La metilentetraidrofolato reduttasi o MTHFR è un enzima essenziale nel metabolismo dei folati e dell’omocisteina. Il suo compito principale è trasformare il 5,10-metilentetraidrofolato in 5-metiltetraidrofolato, la forma di folato più diffusa nel sangue, fondamentale per convertire l’omocisteina in metionina3, un aminoacido importante per il nostro organismo. Direttamente coinvolto nella codifica dell’enzima MTHFR è il gene MTHFR che, in caso di mutazione potrebbe causare una diminuzione dell’attività di MTHFR, con conseguente aumento dell’omocisteina nel sangue. Tra le mutazioni o polimorfismi genetici MTHFR più studiati in ambito scientifico ci sono: MTHFR con mutazione C677T e MTHFR con mutazione A1298C4.
Le diverse tipologie di mutazione MTHFR
La mutazione può essere presente o meno su base genetica: quando si ha la mutazione in eterozigosi significa che solo un genitore ha trasmesso tale mutazione; se invece è in omozigosi, significa che entrambi i genitori la hanno trasmessa in eredità. La mutazione MTHFR C677T è la più comune. Negli Stati Uniti, circa il 20%-40% delle persone di origine bianca e ispanica è eterozigote per questa variante genetica, mentre nei soggetti di origine africana è molto meno diffusa (1%-2%). In Nord America, Europa e Australia, tra l’8% e il 20% della popolazione è omozigote. In relazione alla mutazione MTHFR C677T la riduzione della funzione dell’enzima MTHFR è pari:
- Eterozigoti: funzionalità enzimatica ridotta al 65% del normale.
- Omozigoti: funzionalità enzimatica ridotta al 30%.
La mutazione del gene MTHFR A1298C, è presente nel 7%-12% della popolazione in Nord America, Europa e Australia, mentre è meno comune tra gli ispanici (4%-5%), i cinesi e gli asiatici (1%-4%). Nei soggetti omozigoti per A1298C, la funzionalità enzimatica si riduce al 60% rispetto alla norma.
Esiste anche la possibilità di essere doppio eterozigote, ovvero avere una copia mutata di C677T e una di A1298C. In questo caso, si osserva una riduzione della funzione enzimatica, sebbene l’impatto esatto possa variare da individuo a individuo.
Il ruolo dell’integrazione di folati in forma attiva
Il metabolismo dell’omocisteina dipende da processi di rimetilazione e transulfurazione5, regolati dalla disponibilità di folati (vitamina B9), vitamine B2, B6 e B12, oltre a betaina e zinco. Un ruolo chiave nel metabolismo dei folati, come visto precedentemente, viene svolto dall’enzima MTHFR (metilenetetraidrofolato-reduttasi), la cui efficienza può essere compromessa dalla presenza di polimorfismi genetici, come la mutazione C677T del gene MTHFR, che può portare a un aumento dei livelli di omocisteina nel sangue, soprattutto in presenza di carenze nutrizionali. Una strategia valida per contrastare l’omocisteina alta (iperomocisteinemia), oltre a uno stile di vita sano ed equilibrato, può prevedere l’integrazione di folati in forma attiva (5-metiltetraidrofolato)6 associata a un adeguato apporto di vitamine del gruppo B, sempre sotto indicazione di specialisti della salute.
Fonti:
1Leclerc D, Sibani S, Rozen R. Biologia molecolare della metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR) e panoramica delle mutazioni/polimorfismi. In: Madame Curie Bioscience Database [Internet]. Austin (TX): Landes Bioscience; 2000-2013. Disponibile da: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK6561/
2 Zarembska E, Ślusarczyk K, Wrzosek M. The Implication of a Polymorphism in the Methylenetetrahydrofolate Reductase Gene in Homocysteine Metabolism and Related Civilisation Diseases. Int J Mol Sci. 2023 Dec 22;25(1):193. doi: 10.3390/ijms25010193. PMID: 38203363; PMCID: PMC10779094.
3Leclerc D, Sibani S, Rozen R. Biologia molecolare della metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR) e panoramica delle mutazioni/polimorfismi. In: Madame Curie Bioscience Database [Internet]. Austin (TX): Landes Bioscience; 2000-2013. Disponibile da: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK6561/
4Nefic H, Mackic-Djurovic M, Eminovic I. The Frequency of the 677C>T and 1298A>C Polymorphisms in the Methylenetetrahydrofolate Reductase (MTHFR) Gene in the Population. Med Arch. 2018 Jun;72(3):164-169. doi: 10.5455/medarh.2018.72.164-169. PMID: 30061759; PMCID: PMC6021155.
5Selhub J. Homocysteine metabolism. Annu Rev Nutr. 1999;19:217-46. doi: 10.1146/annurev.nutr.19.1.217. PMID: 10448523.
6Scaglione F, Panzavolta G. Folate, folic acid and 5-methyltetrahydrofolate are not the same thing. Xenobiotica. 2014 May;44(5):480-8. doi: 10.3109/00498254.2013.845705. Epub 2014 Feb 4. PMID: 24494987.


