Omocisteina e pressione alta: i possibili impatti sul declino cognitivo

La prevalenza dell’ipertensione sta aumentando rapidamente a livello globale. Oltre ai noti effetti sulla vascolarizzazione cerebrale, l’ipertensione è oggi riconosciuta come un importante fattore di rischio per il declino cognitivo1 e il deterioramento cognitivo vascolare2 . Studi recenti3 hanno dimostrato che essa può non solo favorire l’insorgenza di lievi alterazioni cognitive, ma anche incidere sulla loro evoluzione nel tempo, con un possibile impatto sul declino delle funzioni mentali più complesse4. In questo contesto, particolare attenzione è stata rivolta all’omocisteina, un parametro biologico strettamente correlato sia alla salute cardiovascolare che al benessere cognitivo. I livelli sierici di omocisteina risultano associati alla funzionalità cognitiva5 e rappresentano un ambito di crescente interesse scientifico.

L’impatto dell’ipertensione sulla funzione cognitiva

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che l’ipertensione colpisce 1 adulto su 3 in tutto il mondo. Pur essendo ampiamente diffusa, nella gran parte dei casi rimane del tutto asintomatica. Seppur certi sintomi, come cefalee, sanguinamenti nasali, capogiri, eritema facciale e affaticamento, siano, infatti, comunemente attribuibili a ipertensione arteriosa, si manifestano con uguale frequenza in soggetti normotesi. Un’elevata pressione arteriosa costante altera la struttura e la funzione del cuore — con ispessimento delle pareti e ridotta capacità di riempimento — e dei vasi sanguigni, favorendo l’aterosclerosi e aumentando il rischio di eventi ischemici che, a loro volta, possono compromettere il benessere cognitivo nel lungo termine. Il declino cognitivo indotto dall’ipertensione si può manifestare attraverso deficit di attenzione, memoria e funzioni esecutive6, in tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani. Anche in assenza di sintomi evidenti, la pressione alta può compromettere la circolazione cerebrale, alterando nel tempo le connessioni neuronali e riducendo le riserve cognitive. Questo impatto non riguarda solo le età avanzate: studi recenti indicano che già in età più giovane7, l’ipertensione può essere associata a un peggioramento delle performance cognitive, con effetti che tendono a intensificarsi con l’avanzare degli anni.

Omocisteina alta, ipertensione e declino cognitivo: una correlazione sempre più evidente

L’omocisteina alta è oggi considerata un fattore di rischio indipendente per l’ipertensione8 e anche per il declino cognitivo. Livelli elevati di questo amminoacido influenzano negativamente la salute vascolare e possono promuovere disfunzione endoteliale, stress ossidativo e infiammazione, meccanismi che possono compromettere la perfusione cerebrale e favorire processi neurodegenerativi9 . Studi recenti hanno indagato in modo approfondito la correlazione tra iperomocisteinemia, ipertensione e deterioramento cognitivo, evidenziando come l’associazione tra questi fattori sia particolarmente rilevante negli anziani. Una ricerca pubblicata su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha mostrato che i soggetti con alti livelli di omocisteina presentano un rischio aumentato di ipertensione e una riduzione significativa delle funzioni cognitive, in particolare nella memoria e nelle capacità esecutive. La letteratura scientifica suggerisce inoltre che la concentrazione plasmatica di omocisteina è strettamente correlata ai livelli sierici di folato e vitamina B12, nutrienti essenziali per il metabolismo omocisteinico. Carenze di questi micronutrienti possono condurre a un aumento dei livelli di omocisteina e, di conseguenza, a un peggioramento delle funzioni cognitive. Uno studio trasversale condotto su soggetti anziani ha confermato questa associazione: concentrazioni più basse di folati e B12 si accompagnavano a performance cognitive inferiori10, mentre un’altra ricerca ha rilevato che un’elevata omocisteina era predittiva di deterioramento cognitivo, soprattutto nei domini dell’attenzione e della memoria11.

Vitamine del gruppo B, omocisteina e funzione cognitiva

Livelli elevati di omocisteina rappresentano un fattore di rischio significativo e spesso sottovalutato per la salute cardiovascolare e cognitiva. La letteratura scientifica evidenzia con crescente chiarezza il ruolo dell’iperomocisteinemia non solo nello sviluppo dell’ipertensione arteriosa, ma anche nel progressivo declino delle funzioni cognitive. Il corretto metabolismo dell’omocisteina dipende da un adeguato apporto di vitamine del gruppo B, in particolare folati e vitamina B12, la cui carenza è spesso associata a disfunzioni cognitive, soprattutto in età avanzata.

In quest’ottica, una dieta sana ed equilibrata, ricca di nutrienti essenziali, e la supplementazione mirata con vitamine del gruppo B nei soggetti a rischio, previa consultazione specialistica, possono rappresentare strategie efficaci per modulare i livelli plasmatici di omocisteina e contribuire alla protezione della salute cognitiva lungo tutto l’arco della vita.

Fonti:

  • 1Skoog I. Hypertension and cognition. Int Psychogeriatr. 2003;15 Suppl 1:139-46. doi: 10.1017/S1041610203009104. PMID: 16191231.
  • 2Farmer ME, White LR, Abbott RD, Kittner SJ, Kaplan E, Wolz MM, Brody JA, Wolf PA. Blood pressure and cognitive performance. The Framingham Study. Am J Epidemiol. 1987 Dec;126(6):1103-14. doi: 10.1093/oxfordjournals.aje.a114749. PMID: 3687920.
  • 3Qin J, He Z, Wu L, Wang W, Lin Q, Lin Y, Zheng L. Prevalence of mild cognitive impairment in patients with hypertension: a systematic review and meta-analysis. Hypertens Res. 2021 Oct;44(10):1251-1260. doi: 10.1038/s41440-021-00704-3. Epub 2021 Jul 20. PMID: 34285378.
  • 4Sanchez Hoffmann S, Winkler A, Weimar C, Müller-Gerards D, Abramowski J, Moebus S, Jöckel KH, Erbel R, Jokisch M. Blood pressure and cognitive decline – the impact of hypertension over one decade. Neuropsychol Dev Cogn B Aging Neuropsychol Cogn. 2021 Jul;28(4):528-542. doi: 10.1080/13825585.2020.1792403. Epub 2020 Jul 16. PMID: 32673173.
  • 5Kim S, Choi BY, Nam JH, Kim MK, Oh DH, Yang YJ. Cognitive impairment is associated with elevated serum homocysteine levels among older adults. Eur J Nutr. 2019 Feb;58(1):399-408. doi: 10.1007/s00394-017-1604-y. Epub 2018 Jan 10. PMID: 29322314.
  • 6Köhler S, Baars MA, Spauwen P, Schievink S, Verhey FR, van Boxtel MJ. Temporal evolution of cognitive changes in incident hypertension: prospective cohort study across the adult age span. Hypertension. 2014 Feb;63(2):245-51. doi: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.113.02096. Epub 2013 Dec 2. PMID: 24296281.
  • 7Gupta R, Solanki RK, Pathak V. Blood pressure is associated with cognitive impairment in young hypertensives. World J Biol Psychiatry. 2008;9(1):43-50. doi: 10.1080/15622970601187784. PMID: 17853255.
  • 8Iadecola C, Gottesman RF. Neurovascular and Cognitive Dysfunction in Hypertension. Circ Res. 2019 Mar 29;124(7):1025-1044. doi: 10.1161/CIRCRESAHA.118.313260. PMID: 30920929; PMCID: PMC6527115.
  • 9Megan Ritson,Caroline P.D. Wheeler-Jones, Helen B. Stolp  Endothelial dysfunction in neurodegenerative disease: Is endothelial inflammation an overlooked druggable target? Journal of Neuroimmunology 2024;Volume 391, 578363
  • 10Kim S, Choi BY, Nam JH, Kim MK, Oh DH, Yang YJ. Cognitive impairment is associated with elevated serum homocysteine levels among older adults. Eur J Nutr. 2019 Feb;58(1):399-408. doi: 10.1007/s00394-017-1604-y. Epub 2018 Jan 10. PMID: 29322314.
  • 11Cai C, Xiao R, Van Halm-Lutterodt N, Zhen J, Huang X, Xu Y, Chen S, Yuan L. Association of MTHFR, SLC19A1 Genetic Polymorphism, Serum Folate, Vitamin B12 and Hcy Status with Cognitive Functions in Chinese Adults. Nutrients. 2016 Oct 24;8(10):665. doi: 10.3390/nu8100665. PMID: 27783031; PMCID: PMC5084051.

Photo credits: Di Julia Taubitz da Unsplash

Articoli correlati