La menopausa è un momento fisiologico nella vita della donna, coincidente con la scomparsa definitiva del ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi.
Questo processo è accompagnato da una riduzione della produzione ormonale da parte delle ovaie, in particolare di estrogeni e progesterone, con possibili conseguenze sulla salute. Tra i sintomi della menopausa più comuni si annoverano le vampate di calore, le alterazioni del sonno e un aumento del rischio di problematiche osteo-articolari, come l’osteoporosi, e cardiovascolari.
Uno dei fattori di rischio cardiovascolare più noti è l’iperomocisteinemia, spesso associata a una carenza di vitamine coinvolte nel metabolismo dell’omocisteina, come la vitamina B12 e il folato. Alcuni studi1 hanno evidenziato che le donne in menopausa presentano livelli di omocisteina tendenzialmente più elevati rispetto sia alle coetanee in premenopausa sia agli uomini della stessa età, suggerendo un possibile legame tra il calo ormonale in menopausa e l’aumento dell’omocisteina.
Omocisteina alta in menopausa e osteoporosi
L’osteoporosi è una problematica ossea legata all’età caratterizzata da una diminuzione della densità minerale ossea e dal conseguente rischio di fratture. Si stima che in Italia l’osteoporosi colpisca circa 5.000.000 di persone, di cui l’80% sono donne in post menopausa. In ambito scientifico, si è indagato sull’omocisteina alta come biomarcatore di problematiche a carico dell’apparato osseo2. Numerosi studi hanno evidenziato che l’aumento dei livelli di omocisteina può avere ha effetti negativi diretti sul metabolismo osseo3. In particolare, concentrazioni elevate di omocisteina possono alterare la stabilità del collagene4, compromettendo così la matrice ossea5.
Studi in vitro hanno inoltre dimostrato che l’omocisteina alta può favorire l’apoptosi nelle cellule stromali del midollo osseo6, determinando una riduzione della formazione ossea e stimolare l’attività degli osteoclasti attraverso l’aumento dello stress ossidativo7.
Questi processi contribuiscono a un maggiore riassorbimento osseo, aumentando il rischio di fragilità e osteoporosi. Tuttavia, poiché la concentrazione di omocisteina può essere modulata attraverso interventi nutrizionali mirati, il suo controllo rappresenta una strategia potenzialmente efficace per preservare la salute dell’osso e ridurre il rischio di disturbi a carattere osteodegenerativo.
Omocisteina alta in menopausa e salute cardiovascolare
Da quando è stata identificata come fattore di rischio per le problematiche di carattere cardiovascolare8, l’omocisteina alta è stata oggetto di numerose ricerche. Come per altri fattori di rischio cardiovascolare, esiste una differenza di genere per l’omocisteina alta: come già evidenziato in precedenza, i livelli plasmatici sono più bassi nelle donne in età riproduttiva rispetto agli uomini e alle donne in postmenopausa.
Ciò ha portato all’ipotesi che l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari documentato nelle donne in postmenopausa9 possa essere correlato all’aumento dei livelli di omocisteina. Uno studio prospettico10 condotto su donne negli Stati Uniti in postmenopausa e apparentemente sane, è emerso che livelli elevati di omocisteina plasmatica al basale erano associati a un maggiore rischio di eventi cardiovascolari futuri, specialmente nei soggetti con le concentrazioni più alte di omocisteina.
Un’altra ricerca ha approfondito il ruolo degli estrogeni nell’interazione con l’omocisteina11, evidenziandone l’impatto sulla salute cardiovascolare. È noto che la disfunzione endoteliale vascolare, aggravata dall’aumento dello stress ossidativo, rappresenta un forte predittore di disturbi cardiovascolari. Studi preclinici hanno inoltre dimostrato che gli estrogeni esercitano un effetto protettivo sull’endotelio12.
Come abbassare l’omocisteina alta: strategie d’intervento
Aumentare i livelli di folati e vitamine del gruppo B è fondamentale per mantenere sotto controllo l’omocisteina. Un’integrazione nutraceutica mirata, unita a un’alimentazione equilibrata, può rappresentare una strategia efficace. Adottare uno stile di vita sano, che includa un’attività fisica regolare, contribuisce a prevenire disturbi cardiovascolari e apporta benefici anche a chi presenta livelli elevati di omocisteina. È fondamentale evitare fumo, alcol e una dieta povera di vitamine del gruppo B e di folati.
Affidarsi a specialisti della salute è sempre la scelta migliore per ricevere il corretto supporto. Un monitoraggio costante, unito a scelte consapevoli, può fare la differenza nel mantenere l’omocisteina entro valori ottimali e preservare il benessere generale.
Fonti:
1Mgaj Wouters, M.Th. Ce Moorrees, Mj Van Der Mooren, Hj Blom, Ghj Boeri, La Schellekens, Cmg Tommaso, Tkab Eskes, Plasma homocysteine and menopausal status European Journal for Clinical Investigation, Novembre 1995 – https://doi.org/10.1111/j.1365-2362.1995.tb01687.x
2 Behera J, Bala J, Nuru M, Tyagi SC, Tyagi N. Homocysteine as a Pathological Biomarker for Bone Disease. J Cell Physiol. 2017 Oct;232(10):2704-2709. doi: 10.1002/jcp.25693. Epub 2017 Apr 12. PMID: 27859269; PMCID: PMC5576446.
3Vacek TP, Kalani A, Voor MJ, Tyagi SC, Tyagi N. The role of homocysteine in bone remodeling. Clin Chem Lab Med. 2013 Mar 1;51(3):579-90. doi: 10.1515/cclm-2012-0605. PMID: 23449525; PMCID: PMC3951268.
4Lubec B, Fang-Kircher S, Lubec T, Blom HJ, Boers GH. Evidence for McKusick’s hypothesis of deficient collagen cross-linking in patients with homocystinuria. Biochim Biophys Acta. 1996 Apr 12;1315(3):159-62. doi: 10.1016/0925-4439(95)00119-0. PMID: 8611653.
5Blouin S, Thaler HW, Korninger C, Schmid R, Hofstaetter JG, Zoehrer R, Phipps R, Klaushofer K, Roschger P, Paschalis EP. Bone matrix quality and plasma homocysteine levels. Bone. 2009 May;44(5):959-64. doi: 10.1016/j.bone.2008.12.023. Epub 2009 Jan 9. PMID: 19168164.
6Kim DJ, Koh JM, Lee O, Kim NJ, Lee YS, Kim YS, Park JY, Lee KU, Kim GS. Homocysteine enhances apoptosis in human bone marrow stromal cells. Bone. 2006 Sep;39(3):582-90. doi: 10.1016/j.bone.2006.03.004. Epub 2006 Apr 27. Erratum in: Bone. 2007 Feb;40(2):554-5. PMID: 16644300.
7Koh JM, Lee YS, Kim YS, Kim DJ, Kim HH, Park JY, Lee KU, Kim GS. Homocysteine enhances bone resorption by stimulation of osteoclast formation and activity through increased intracellular ROS generation. J Bone Miner Res. 2006 Jul;21(7):1003-11. doi: 10.1359/jbmr.060406. PMID: 16813521.
8Prasad K. Homocysteine, a Risk Factor for Cardiovascular Disease. Int J Angiol. 1999 Jan;8(1):76-86. doi: 10.1007/BF01616850. PMID: 9826415.
9Stanhewicz AE, Wenner MM, Stachenfeld NS. Sex differences in endothelial function important to vascular health and overall cardiovascular disease risk across the lifespan. Am J Physiol Heart Circ Physiol. 2018 Dec 1;315(6):H1569-H1588. doi: 10.1152/ajpheart.00396.2018. Epub 2018 Sep 14. PMID: 30216121; PMCID: PMC6734083.
10Ridker PM, Manson JE, Buring JE, Shih J, Matias M, Hennekens CH. Homocysteine and Risk of Cardiovascular Disease Among Postmenopausal Women. JAMA. 1999;281(19):1817–1821. doi:10.1001/jama.281.19.1817.
11Kamellia R Dimitrova, Kerry DeGroot, Adam K Myers, Young D Kim, Estrogen and homocysteine, Cardiovascular Research, Volume 53, Issue 3, February 2002, Pages 577–588, https://doi.org/10.1016/S0008-6363(01)00462-X
12Iorga A, Cunningham CM, Moazeni S, Ruffenach G, Umar S, Eghbali M. The protective role of estrogen and estrogen receptors in cardiovascular disease and the controversial use of estrogen therapy. Biol Sex Differ. 2017 Oct 24;8(1):33. doi: 10.1186/s13293-017-0152-8. PMID: 29065927; PMCID: PMC5655818.


