Omocisteina alta e rischi per la salute cardiovascolare: quale correlazione

Come diversi studi evidenziano, l’omocisteina alta nel sangue è strettamente legato allo stress ossidativo1 e alla disfunzione endoteliale2, un fattore chiave nello sviluppo dell’aterosclerosi e di alcune problematiche di natura cardiovascolare. Questa alterazione favorisce l’infiammazione e il danno vascolare, accelerando la formazione delle placche aterosclerotiche e aumentando il rischio di complicanze. Monitorare e gestire i livelli di omocisteina potrebbe quindi rappresentare una strategia essenziale per preservare la salute vascolare e prevenire problemi cardiovascolari nel lungo termine.

Aterosclerosi: di cosa si tratta

L’aterosclerosi è un processo infiammatorio cronico, caratterizzato dalla formazione di alterazioni della parete dei vasi arteriosi3. Nello specifico, l’aterosclerosi coinvolge la parete delle arterie, portando alla formazione di ateromi, ovvero depositi di grasso che compromettono la circolazione sanguigna.  Il processo inizia con lesioni all’endotelio, lo strato interno delle arterie, che consente ai globuli bianchi di migrare attraverso di esso e accumularsi nella parete arteriosa. Una volta all’interno, queste cellule si trasformano in cellule schiumose che immagazzinano grassi, in particolare colesterolo. Lo stress ossidativo svolge un ruolo fondamentale nell’innesco e nell’amplificazione di questo processo, alterando l’espressione genica e favorendo l’infiammazione e la disfunzione endoteliale.

Con il tempo, anche le cellule muscolari lisce si spostano dalla parte media della parete arteriosa verso l’endotelio, dove proliferano. A queste si aggiungono tessuti connettivi ed elastici, cristalli di colesterolo e calcio, creando così una placca aterosclerotica.  Con l’aumento delle sue dimensioni, la placca ispessisce la parete arteriosa e si estende nel lume dell’arteria, restringendo o addirittura ostruendo il flusso sanguigno.

In alcuni casi, le placche non causano un’ostruzione immediata, ma possono rompersi, dando vita a un trombo che occlude l’arteria improvvisamente. I sintomi dell’aterosclerosi dipendono da dove si trova l’arteria interessata e se l’arteria interessata si restringe gradualmente o si blocca improvvisamente.

In sede cardiaca, l’aterosclerosi è considerata uno dei principali fattori di rischio per eventi cardiovascolari gravi, come infarti o ictus.

Omocisteina alta, stress ossidativo, aterosclerosi: quale legame?

L’omocisteina alta è strettamente correlata alla sviluppo dell’aterosclerosi4, poiché contribuisce allo stress ossidativo vascolare e alla disfunzione endoteliale, due fattori che, come abbiamo visto, sono cruciali nella formazione delle placche aterosclerotiche. L’aumento dei livelli di omocisteina nel sangue favorisce la produzione di specie reattive dell’ossigeno, che danneggiano le cellule endoteliali e riducono la disponibilità di ossido nitrico, fondamentale per la salute dei vasi sanguigni. La presenza di queste placche ispessisce la parete arteriosa e restringe il lume, aumentando così il rischio di ostruzione del flusso sanguigno. Uno studio5 ha evidenziato che l’iperomocisteinemia contribuisce al danno endoteliale e alla progressione dell’aterosclerosi. Altre ricerche6 hanno mostrato come l’iperomocisteinemia accelera la compromissione della funzione endoteliale e agevola la formazione di ateromi, aumentando il rischio cardiovascolare. Questi studi sottolineano l’importanza di monitorare e ridurre i livelli di omocisteina per prevenire le complicanze cardiovascolari.

Omocisteina alta: ecco cosa fare

Le linee guida per la prevenzione dell’aterosclerosi sottolineano l’importanza di adottare sane abitudini dietetiche per ridurre tre dei principali fattori di rischio per l’aterosclerosi e garantire il benessere cardiovascolare l’ipercolesterolemia/iperlipemia, l’ipertensione e l’obesità. Citando l’American Heart Association (AHA), le linee guida suggeriscono i quattro punti fondamentali per una strategia preventiva:

  • Seguire una dieta bilanciata
  • Controllare il peso corporeo
  • Controllare l’ipercolesterolemia
  • Controllare l’ipertensione

Le linee guida per la prevenzione dell’aterosclerosi identificano l’iperomocisteinemia tra i fattori di rischio cardiovascolare, evidenziandone il ruolo nel danneggiamento dell’endotelio vascolare e sottolineando come i livelli di omocisteina nel sangue possono essere efficacemente ridotti attraverso l’assunzione di acido folico e delle vitamine B6 e B12.

Fonti:

1Papatheodorou L, Weiss N. Vascular oxidant stress and inflammation in hyperhomocysteinemia. Antioxid Redox Signal. 2007 Nov;9(11):1941-58. doi: 10.1089/ars.2007.1750. PMID: 17822365.

2Esse R, Barroso M, Tavares de Almeida I, Castro R. The Contribution of Homocysteine Metabolism Disruption to Endothelial Dysfunction: State-of-the-Art. Int J Mol Sci. 2019 Feb 17;20(4):867. doi: 10.3390/ijms20040867. PMID: 30781581; PMCID: PMC6412520.

3Yahagi K, et al. Pathophysiology of native coronary, vein graft, and in-stent atherosclerosis. Nat Rev Cardiol. 2016; 13: 79-98. 2.

4Tehlivets O. Homocysteine as a risk factor for atherosclerosis: is its conversion to s-adenosyl-L-homocysteine the key to deregulated lipid metabolism? J Lipids. 2011;2011:702853. doi: 10.1155/2011/702853. Epub 2011 Aug 1. PMID: 21837278; PMCID: PMC3151505.

5Weiss N. Mechanisms of increased vascular oxidant stress in hyperhomocys-teinemia and its impact on endothelial function. Curr Drug Metab. 2005 Feb;6(1):27-36. doi: 10.2174/1389200052997357. PMID: 15720205.

6Papatheodorou L, Weiss N. Vascular oxidant stress and inflammation in hyperhomocysteinemia. Antioxid Redox Signal. 2007 Nov;9(11):1941-58. doi: 10.1089/ars.2007.1750. PMID: 17822365.

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