Esami omocisteina: quando farli?

Un’elevata concentrazione di omocisteina nel sangue è associata a diversi disturbi della salute che influenzano il corretto funzionamento dei vasi sanguigni. Questo può provocare disfunzioni dell’endotelio vascolare, aumento dello spessore dei tessuti e stress ossidativo, i quali a loro volta hanno un impatto negativo su vari sistemi corporei, tra cui quello cardiovascolare, cerebrale e reumatico. È quindi consigliabile sottoporsi regolarmente a esami per misurare i livelli di omocisteina e prestare attenzione a segnali che potrebbero indicare una condizione da non sottovalutare. In questo articolo conosceremo i test dell’omocisteina da effettuare, quali sono i valori normali a cui fare riferimento e quali invece da tenere sotto controllo, per valutare come intervenire.

Cause e fattori di rischio dell’omocisteina alta

L’omocisteina è un aminoacido prodotto dal metabolismo della metionina, un altro aminoacido introdotto nell’organismo per mezzo dell’alimentazione, legato in particolar modo a grassi e proteine animali. Questo processo di trasformazione è possibile grazie al coinvolgimento di molti enzimi e vitamine del gruppo B,come la vitamina B9 (folati naturali o metiltetraidrofolato di forma sintetica, le vitamine B6 e B12.

L’omocisteina è presente generalmente in piccole quantità all’interno del sangue, ed è soggetta a due processi metabolici: la riconversione in metionina e la trasformazione in cisteina. La restante parte dell’omocisteina viene espulsa attraverso l’urina. La carenza delle vitamine del gruppo B, tuttavia, potrebbe influenzare negativamente queste trasformazioni metaboliche, aumentando la concentrazione di omocisteina nel sangue in una condizione detta iperomocisteinemia.

L’iperomocisteinemia è il fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi cardiovascolari, cerebrali, reumatici e molte altre condizioni che coinvolgono delle disfunzioni dell’endotelio, il tessuto cellulare che ricopre le pareti dei vasi sanguigni. L’aumento dei radicali liberi e dello stress ossidativo causato dall’omocisteina alta, infatti, favorisce la formazione di placche aterosclerotiche e ispessimento dell’endotelio, creando condizioni sfavorevoli per il passaggio dell’ossigeno all’interno del sangue[11].

Dunque, la carenza di vitamine B e folati è la causa primaria dell’aumento di omocisteina plasmatica. La scarsa assimilazione di queste sostanze, preziose per il metabolismo dell’omocisteina, può essere dovuta a varie ragioni. Quella primaria è senza dubbio l’alimentazione povera di vitamine, accostata a fattori ambientali e caratteristiche del soggetto (età, sesso, abitudini, eventuale consumo di alcool o fumo). Esistono anche cause genetiche da tenere in considerazione, come il polimorfismo T833C oppure il difetto dell’enzima MTHFR (metiltetraidrofolato reduttasi), responsabile della regolazione dei folati.

Omocisteina alta nel sangue: segnali da non sottovalutare

L’alterazione dei livelli di omocisteina è un fattore di rischio che deve essere attentamente monitorato, perché si tratta di una condizione quasi totalmente asintomatica a meno che non si soffra già di disturbi cardiovascolari o si sappia di avere delle carenze nutrizionali di vitamina B e folati. Scoprirla in tempo significa poter progettare una strategia efficace che coinvolge tanto l’alimentazione quotidiana quanto l’integrazione naturale di folati e vitamine B.

Il medico può prescrivere il test per il controllo dell’omocisteina in presenza dei sintomi legati una carenza di folati o vitamina B12. Alcuni dei segnali da non trascurare sono:

  • Formicolio o bruciore a piedi, gambe, braccia e mani
  • Affaticamento 
  • Vertigini
  • Diarrea
  • Perdita di appetito e dolore alla bocca
  • Tachicardia e fiato corto

È bene ricordare che alterazioni dei livelli di omocisteina sono spesso accompagnati da condizioni quali obesità, ipertensione, ipotiroidismo o può presentarsi in seguito ad un infarto del miocardio, a un ictus o a una trombosi venosa. Anche l’assunzione di alcuni farmaci, principalmente antiepilettici, contraccettivi e diuretici, possono causare innalzamento dei valori di omocisteina totale.

Una delle cause più comuni di omocisteina alta è, inoltre, il tabagismo, in quanto ne aumenta i livelli di circa il 20% rispetto ai valori normali, soprattutto nei forti fumatori. Il medico può prescrivere test dell’omocisteina anche basandosi su età e sesso del paziente. Se è vero che sono gli uomini ad essere soggetti a maggior rischio di iperomocisteinemia, con l’avanzare dell’età sono le donne a riscontrare un aumento dei livelli di omocisteina plasmatica.

In cosa consiste il controllo dell’omocisteina?

Per controllare adeguatamente i livelli di omocisteina è opportuno effettuare periodicamente degli esami del sangue venoso. Come tutti gli accertamenti di questo tipo, il test va condotto a digiuno.

Tendenzialmente, i valori dell’omocisteina aumentano con l’età: circa il 7-12% ogni 10 anni. In alcuni casi, i livelli di omocisteina aumentano di circa 2-4 volte nell’insufficienza renale cronica, forse a causa della difficoltà dei reni di espellere l’aminoacido in eccesso dall’organismo.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indica che l’omocisteina si presenta con valori normali se si mantiene entro i 13 µmoli/l nel sangue. Si può considerare alta a seconda del sesso e dell’età del soggetto: negli uomini adulti, elevati livelli di questo aminoacido superano i 13 µmoli/l; nelle donne, sono superiori 10,1 µmoli/l e nei ragazzi di età inferiore ai 14 l’iperomocisteneimia supera 11,3 µmoli/l.

LA Task Force Internazionale per la Prevenzione della Malattia Cardiovascolare ricorda che i livelli di omocisteina sui 12 µmoli/l meritano particolare attenzione e richiedono controlli tempestivi. Invece, sono considerati normali valori compresi tra 5 e 9 umol/L.

Quando i livelli di omocisteina sono superiori a 9 umol/L, si evidenzia una situazione di iperomocisteinemia che può essere borderline (tra 10 e 12 umol/L), moderata (tra i 13 e i 30 umol/L), intermedia (tra i 31 e i 100 umol/L) e severa (superiore a100 umol/L).


  1. Caterina Tinelli, Antonella Di Pino, Elena Ficulle, Serena Marcelli, Marco Feligioni, Hyperhomocysteinemia as a Risk Factor and Potential Nutraceutical Target for Certain Pathologies Frontiers in Nutrition, 24 April 2019 doi: 10.3389/fnut.2019.00049 ↩︎

Fonti:

  • Task Force Internazionale per la Prevenzione della Malattia Cardiovascolare – https://www.giornaledicardiologia.it/r.php?v=2729&a=27821&l=331623&f=allegati/02729_2017_07/fulltext/04%20Linee_guida_CVD%20(547-612).pdf
  • Nutrizione e stile di vita nell’iperomocisteinemiahttps://spmsf.unipv.it/attachments/article/199/Iperomocisteinemia.pdf
  • Caterina Tinelli, Antonella Di Pino, Elena Ficulle, Serena Marcelli, Marco Feligioni, Hyperhomocysteinemia as a Risk Factor and Potential Nutraceutical Target for Certain Pathologies, Frontiers in Nutrition, 24 April 2019

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