Omocisteina alta e disturbi renali: correlazioni e prevenzione

L’omocisteina alta, per quanto principalmente nota per essere un importante fattore di rischio cardiovascolare, coinvolge svariati aspetti della salute. Tra questi, si riscontra una correlazione forte fra livelli alti di questo aminoacido e problematiche a livello renale: un eccessivo accumulo di omocisteina, lo scarso metabolismo dell’aminoacido o la difficoltà ad eliminarlo dall’organismo attraverso i reni possono aumentare il rischio di sviluppare l’iperomocisteinemia. Diversi studi confermano quanto la supplementazione di acido folico e vitamine B12 sia efficace per abbassare i livelli di omocisteina nel sangue, un intervento da considerare tuttavia come sistema di prevenzione per l’aggravamento di disturbi legati al suo accumulo. Assieme a semplici esami periodici per valutare i valori dell’omocisteina e della creatinina, la comunità scientifica raccomanda di seguire uno stile di vita sano e un’alimentazione controllata per chi già soffre di queste problematiche.

Omocisteina alta e implicazioni renali

L’insufficienza renale è un disturbo caratterizzato dalla difficoltà, da parte dei reni, di eliminare le sostanze chimiche di scarto presenti nel sangue attraverso l’urina.

Al giorno d’oggi l’insufficienza renale, soprattutto in forma cronica, è un problema che interessa molti studiosi per via della sua crescente incidenza nel mondo.

L’età, la pressione arteriosa, il diabete, l’aumento di trigliceridi e colesterolo e il tabagismo sono alcuni tra i fattori di rischio più comuni che possono portare ad un grave avanzamento del disturbo. Tuttavia, molti studi hanno evidenziato anche il ruolo dell’iperomocisteinemia nel suo sviluppo: elevati livelli di omocisteina sono stati riscontrati in pazienti che presentano forme croniche di disturbi renali. In queste analisi, è stata inoltre evidenziata un’importante correlazione fra l’aumento di omocisteina e alte concentrazioni di creatinina.

La creatinina è una proteina presente nei muscoli, che passa poi nel circolo ematico fino ad essere eliminata dalle urine. Una parte di questa sostanza viene espulsa e la restante viene riassorbita dal tubulo renale. Il valore normale di creatinina nel sangue si attesta tra 0,8 e 1,2 mg/dl; valori superiori riscontrati nei prelievi ematici possono confermare che il rene non è riuscito depurare il sangue dalla creatinina attraverso il glomerulo renale. Per valutare la compromissione dei reni si usa solitamente il parametro della Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR) il cui valore, in caso di pazienti con iperomocisteinemia, è piuttosto basso. Ciò significa che, così come la creatinina, anche l’omocisteina dovrebbe essere espulsa attraverso l’urina, cosa che in soggetti con valori elevati di omocisteina non avviene in maniera sufficiente.

Nell’indagineL’iperomocisteinemia nell’insufficienza renale cronica: aspetti clinici, nutrizionali e tossicitàè stato rilevato che l’omocisteina può portare a condizioni avanzate di insufficienza renale, l’alterazione chimica di alcune sostanze presenti nel sangue negli stadi più avanzati dell’insufficienza renale. In questi pazienti, secondo lo studio, sono stati riscontrati alti livelli di S-adenosil omocisteina, il precursore dell’omocisteina, dovuti ad una significativa diminuzione dei processi di metilazione delle proteine. L’accumulo di omocisteina nel sangue può portare, come già noto, a notevoli rischi cardiovascolari[1].


L’acido folico per proteggere la funzionalità renale

Lo studio “Hyperhomocysteinemia as a Risk Factor and Potential Nutraceutical Target for Certain Pathologies” riporta alcune meta-analisi in cui si suggerisce che la somministrazione giornaliera di acido folico (per via orale o endovenosa) e di vitamina B12 riducano i livelli di omocisteina in pazienti con funzione renale normale, ma non in pazienti che già si sottopongono alla terapia di emodialisi per il filtraggio del sangue. Questo dato dà conferma della correlazione tra acido folico e omocisteina.

L’integrazione dell’acido folico e delle vitamine del gruppo B, sostanze importantissime nel normale metabolismo dell’omocisteina in condizioni normali, è infatti da considerare una strategia preventiva efficace nei casi in cui ci sia il concreto rischio di iperomocisteinemia.  Ad avvalorare questa tesi è lo studio del Dr. Spence, professore di neurologia e farmacologia clinica, che sottolinea l’importanza dell’integrazione di forme attive e biodisponibili dell’acido folico (5-metiltetraidrofolato) e della vitamina B12 (metilcobalamina) per la gestione primaria e secondaria dell’ictus in caso di iperomocisteinemia nei i pazienti con insufficienza renale.

La prevenzione attraverso la dieta

Come accennato, soffrire di disfunzioni renali significa esporsi al rischio di sviluppare anche malattie cardiovascolari a causa dell’iperomocisteinemia[1]. Frequenti controlli a livello ematico sia sui livelli di omocisteina che sulla creatinina sono fortemente raccomandati per poterne prevenire l’accumulo.

L’integrazione della forma biologicamente attive dell’acido folico e della vitamina B12 insieme a uno stile di vita sano possono essere di supporto a chi ha già avuto casi di disturbi renali. A questo proposito, è sempre utile consultare il proprio medico per definire un’apposita dieta sana e bilanciata.

Diversi studi convengono che l’alimentazione dev’essere povera di sodio (quindi a ridotto contenuto di sale) e proteine di origine animale, come carne, pesce, uova e latticini. Si devono invece prediligere formaggi freschi e tutti quegli alimenti che contengono una minore quantità di proteine, accostati a frutta, verdura (soprattutto a foglia verde) e alcuni alimenti ricchi di carboidrati detti “aproteici”: esistono infatti pane, pasta, farina, riso, crackers, fette biscottate o biscotti appositamente studiati per essere apportare poche proteine e non sovraccaricare le funzionalità del fegato già compromesse.

Anche il fosforo dev’essere tenuto sotto controllo e, quindi, è importante limitare gli alimenti che lo contengono come cioccolato, salumi, tuorlo d’uovo e lieviti. Ad ogni modo, si consiglia di consultare il proprio medico prima di intraprendere qualsiasi scelta nutrizionale.


[1] Caterina Tinelli, Antonella Di Pino, Elena Ficulle, Serena Marcelli, Marco Feligioni, Hyperhomocysteinemia as a Risk Factor and Potential Nutraceutical Target for Certain Pathologies, published: 24 April 2019 doi: 10.3389/fnut.2019.00049, p. 8

Fonti:

  • Acido folico e omocisteina: una teoria da rivedere, NIF – Nutrition Foundation of Italy: https://nutrition-foundation.it/pubblicazioni/acido-folico-e-omocisteina-una-teoria-da-rivedere/
  • Nicola Miglino, Terapia nutrizionale, strada virtuosa contro la malattia renale, Nutrienti e Supplementi: https://www.nutrientiesupplementi.it/attualita/item/1392-terapia-nutrizionale-la-strada-virtuosa-contro-la-malattia-renale
  • David Spence; Graeme J. Hankey, Problem in the Recent American Heart Association Guideline on Secondary Stroke Prevention: B Vitamins to Lower Homocysteine Do Prevent Stroke
  • Caterina Tinelli, Antonella Di Pino, Elena Ficulle, Serena Marcelli, Marco Feligioni, Hyperhomocysteinemia as a Risk Factor and Potential Nutraceutical Target for Certain Pathologies
  • E. Satta, A.F. Perna, C. Lombardi, F. Acanfora, E. Violetti, M.M. Romano, R. Capasso,
  • M. Pisano, F. Paduano, N.G. De Santo, L’iperomocisteinemia nell’insufficienza renale cronica: aspetti clinici, nutrizionali e tossicità, Giornale Italiano di Nefrologia / Anno 23 n. 5, 2006 / pp. 480-489
  • https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/la-dieta-povera-che-tiene-puliti-i-reni

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